Un weekend molto umido

In realtà questo weekend è iniziato venerdì 30 settembre 2005, quando uscendo da lezione alle 18, raccolgo le ultime cosette preparate la mattina e parto per Cuneo a trovare un amico che è riuscito a ritagliarsi due giorni e mezzo dal servizio (è un carabiniere) coincidenti con miei due giorni di calma apparente. Ora la prossima volta che riusciremo a vederci, tra tempo libero non coincendente e maltempo (a Cuneo fra un po’ ci sarà già la neve) sarà da febbraio in poi se non direttamente per la mia laurea.

Comunque, parto alle 19 per Cuneo in moto con zainetto boblbee, zaino da serbatoio, e bauletto, tutto più o meno carico. Dopo 4 ore e una sola sosta per rifornimento alla moto dalle parti di Asti, arrivo alle 23 a casa di Nanni, ceniamo chiacchieriamo e poi andiamo a dormire presto.

Il mattino dopo sveglia alle 7 perché andiamo a funghi!!!

Aspettiamo Rosario che ci viene a prendere e aspettiamo anche un altro amico di Nanni per quasi un’ora. Eravamo di conseguenza in terribile ritardo sugli altri predatori di funghi. Però alla fine siamo stati fortunati ne abbiamo tirati su non dico parecchi ma neanche pochi. Il fatto è che ci siamo puntati oltre che sul porcino anche su un altro fungo che in genere non viene apprezzato perché non è molto saporito, la mazza di tamburo. Io personalmente ho trovato un solo porcino medio e 5 mazze di tamburo belle grandi di cui una enorme. Anche gli altri hanno trovato parecchi funghi. Ci siamo fatti anche una bella sudatina, e avendo solo gli scarponi da moto, avevo un po’ di dolore ai piedi. Abbiamo anche constatato due tristi cose: che ci sono persone che non sanno cogliere i funghi in quanto li strappano dal terreno con tutta la radice, eliminando in questo modo la possibilità di ricrescite future, e persone che volutamente calpestano e distruggono funghi commestibili che però non piacciono a loro.

Comunque a pranzo Nanni ha cucinato le mazze di tamburo tanto per me i porcini sono ancora non digeribili dalla mia psiche (un giorno ve ne parlerò): molto buone ma del resto Nanni il mago da qualche tempo è anche Nanni il cuoco.

Però forse perché ha sudato troppo e poi si è spogliato di giacche prima di rientrare in auto o forse perché era già predisposto, si è preso dapprima un bel raffreddore che poi si è trasformato in febbre quando però io ero già a casa mia.

Nel pomeriggio mi hanno fatto visitare la casa dove andranno a vivere e devo dire che mi è piaciuta molto anche se in quella bellissima vallata c’è nel bel mezzo una orrendissima acciaieria grigio topo. Nanni dice che a consolazione di ciò di notte l’acciacieria si illumina tutta come una metropoli creando un panorama suggestivo. Però di giorno fa schifo, almeno fosse colorata dico io…
comunque la casa è bellissima, con tantissimo spazio e un bel giardino grande a terrazze e una veranda dove c’è già un bel barbeque in cemento e abbiamo già programmato grigliate.

Visto che eravamo con i genitori di Debora, siamo poi andati a farci una passeggiata per il centro di Cuneo che è tanto bello quanto caro (polleria, un pollo crudo: 14 euro) e la sera… pizza, ottima tralaltro, offerta dal gentilissimo e simpaticissimo padre di Debora.

Siamo andati in un locale a prendere una birra e c’era un miniconcerto di una loro amica.

Dopo un altro po’ di cazzeggio siamo tornati a dormire visto che le ore di sonno della notte precedente erano veramente poche e poi dovevo riposarmi per la partenza del giorno dopo…

Domenica mi sveglio… alle 12.30… praticamente l’alba 😀

Guardo il cielo, è nuvoloso ma era stato previsto insieme ad una leggere pioggierella che non tarda ad arrivare.

Mentre mangiamo qualcosa per non farmi partire a stomaco vuoto, la pioggierella aumenta ma non mi preoccupo più di tanto. Dopo aver preparato armi e bagagli inizio a rivestirmi con l’attrezzatura da moto e però lì inizio a preoccuparmi perché la pioggia è diventata proprio forte. Nanni e Debora mi consigliano di restare e partire il giorno dopo, ma non posso per tre motivi: Nanni è ammalato e nn vorrei ammalarmi anche io, ho delle visite mediche il giorno dopo, e Martedì al lavoro voglio arrivarci riposato, perché le previsioni dicevano che il tempo sarebbe peggiorato durante la settimana.

Così tra preparativi sotto l’acquazzone e tutto, parto alle 16…

Dopo quasi due ore e neanche 100km mi fermo ad una stazione di servizio per chiamare Nanni (che pensava fossi già in autostrada) e strizzarmi guanti e calze!!! Infatti i guanti modello storm (tempesta) non hanno retto neanche 50 km sotto la pioggia nonostante fossero in goretex e cordura idrorepellente e pesavano più di un chilo l’uno oltre ad essere diventati difficilissimi da gestire, alla scarpa sinistra invece si era alzata la linguella sopra la tuta per cui è entrata acqua a secchiate, nonostante la velocità di crociera era bassa per via dell’immenso fiume di vacanzieri della domenica che rientrava anche se ero in perenne sorpasso anche quando non potevo.

Quindi ero zuppo alle mani e ai piedi cosa che si è protratta per tutto il viaggio. Invece la tuta spezzata ha tenuto benissimo ed ero asciutto da polsi a caviglie.

Per quanto riguarda il casco, tutti i problemi avuti in un anno, ovviamente si sono accumulati: filtrava acqua dentro al casco, colava acqua sul collo, si appannava subito nonostante il sistema antiappanamento, e quindi per tutto il viaggio ho dovuto guidare con la visiera semiaperta e con il freddo che entrava dentro al casco. Ciò che mi ha permesso di vedere sono stati degli occhiali speciali avvolgenti e con lenti antiappannamento che però in questo caso vista le loro caratterische evitando il formarsi di gocce sulle lenti mi permettevano di vedere abbastanza bene. Ero già stanco ma non mi arrendevo anche se il pensiero di tornare indietro mi ha sfiorato più di una volta.

Alla fine arrivo all’autostrada dove ovviamente quel casello del ca%%o di Asti Est non riconosce il mio telepass (come l’altra volta) per cui dietro di me si forma una fila enorme di automobilisti esasperati che strombattano a più non posso. Il bello è che il pulsante per chiedere aiuto se il casello non si apre stava in due corsie più in là, ed era vietato l’attraversamento a piedi delle corsie… ma chi è la mente di questi piani macchinosi? Rockerduck?

Alla fine dopo 10 minuti di attesa come un deficiente un automobilista mi fa passare e prende lui due biglietti del ticket. Io intanto mi ero spostato e anche se lentamente le auto passavano di fianco a me, ma la sbarra si richiudeva subito dopo il biglietto e l’auto passata e non facevo in tempo a passare.

Dopo 4 ore e mezza dalla partenza da casa di Nanni, mantenendo una velocità media di 80Km/h arrivo ad un Autogrill nei pressi di Alessandria, dove mi fermo per una mezzoretta ad asciugare guanti storm, guanti urban, sottoguanti e sottocasco e prendo un te al bar. Scene bellissime: al bagno la custode mi fa “hai coraggio con questo tempo”, non capendo che chi esce in moto non è che torna in treno… però gentile e disponibile mi apre la toilette (perché è pulitissima) degli handicappati che è 4 volte un cesso (perché nonostante le pulizie era veramente un cesso) da uomo normale per potermi cambiare più agevolmente. Dopo un’asciugatura parziale dei vestiti entro al bar e il classico brusio da bar/fastfood/tavolacalda si ammutolisce per forse 10 secondi mentre tutti i presenti mi guardano a bocca aperta come se fossi un marziano. Avrei voluto essere ripreso da una telecamera che poi prendeva una panoramica dei presenti… eheheh.

Il ragazzo del bar quasi mi uccideva: ho si ordinato un te caldo, mi hanno dato una fettininina di limone, una tazza da due sorsi e quasi mezzo litro di acqua bollente… allora cosa ho fatto? l’acqua calda l’ho sfruttata tutta, per una corrispondenza di più di 5 tazze (ine) di te, e quando alla terza me la stava per togliere, gli ho detto “non ho finito la mia consumazione”… eheheh… del resto più di un te non potevo prendere se volevo rischiare una congestione visto il tempo e il freddo. Al parcheggio il bloccadisco con sirena, anche questo dichiarato impermeabile, ha iniziato a ticchettare e lo ha fatto finchè a casa non l’ho smontato togliendo le batterie e lasciando asciugare il tutto.

Riparto dopo essermi rivestito all’aperto per evitare sbalzi di temperatura eccessivi e finalmente arrivo a casa alle 22,30 (dopo 6 ore e mezzo di viaggio, ancora mezzora e in condizioni di bel tempo arrivavo a Roma). Vi giuro non mi sembrava vero, mi muovevo al rallentatore, parte per la stanchezza, parte per la pesantezza di guanti e scarpe, e parte per la rigidità degli arti.

Mi sono subito messo qualcosa di pesante e asciutto ma non ho fatto subito la doccia perché essendo di pressione bassa e debole in quel momento potevo rischiare lo svenimento. Una bella doccia calda comunque mi ha rigenerato prima di sdraiarmi.

Devo dire che è stata un’esperienza, che spero non dover ripetere mai più ma che non si sa mai cosa può capitare nella vita. Mi ritengo molto fortunato per tanti motivi tra cui incidenti e scivolate evitate attentamente andando pianissimo nelle curve e nelle rotonde, ma soprattutto perché io che a Cagliari sono sempre stato di salute cagionevole e mi ha ammalavo in continuazione con periodi di tosse e bronchite di svariati mesi, NON HO PRESO NEANCHE IL RAFFREDDOREEEE!!!! Nonostante tutta l’acqua e il freddo, niente raffreddori, nè tosse, o febbre, niente di niente. I consigli di Valeria (un’altra Valeria, non quella dell’incidente) per l’echinacea hanno veramente fatto il loro effetto in tutti questi anni ma soprattutto nell’ultimo.

Condominiums Manager, Fountain Pens Collector, Digital Photography Enthusiast. Amministratore di Condomini, Collezionista di Penne Stilografiche, Appassionato di Fotografia Digitale.

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